Giuliano Ambrosio_Julius Design

Faccia a faccia tra un Creative Strategist (Julius Design) e un Community Manager

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Dopo l’interessante faccia a faccia con Riccardo Esposito di My Social Web, continua la nostra rubrica dedicata al confronto tra le diverse professioni del web.

Oggi ospitiamo sul nostro blog un altro big del web italiano, Giuliano Ambrosio aka Julius Design, Creative Strategist freelance. Dopo 2 anni in una web agency, Giuliano decide di intraprendere la carriera di freelance.

Nel 2007 scopre la blogosfera e i Social Media aprendo il suo blog “JuliusDesign” che in pochi mesi diventa uno dei punti di riferimento in Italia per il mondo Freelance, Social Media e Design.

La condivisione costante delle sue guide e strategie in rete, 6.000 accessi unici giornalieri al suo blog e altrettanti contatti sui suoi canali social hanno permesso a Giuliano di attrarre nuovi clienti e di affermarsi come freelance.

È oggi consulente e formatore, collabora con diverse agenzie e brand da tutta Italia, come Abarth, Gillette, Motivi.

Ma partiamo con il nostro faccia a faccia.

1. Di cosa ti occupi e come sei diventato il professionista che sei oggi?

Oggi sono un Creative Strategist, un consulente freelance che si occupa di identificare soluzioni creative con un impianto strategico solido ed efficace.

Questo ruolo in Italia non è molto conosciuto rispetto anche solo negli Stati Uniti, e viene associato a quelle persone che hanno un background plasmato da diverse esperienze e competenze professionali, siamo dei meticci, professionisti in grado di far emergere più competenze in una sola.

Io nasco come Designer nel 2009 e le competenze maturate mi hanno permesso di aumentare la mia visione creativa. Dopo ben 3 anni, siamo nel 2012, ho avuto la necessità di evolvere le mie competenze sperimentando molto su me stesso a livello strategico, soprattutto sui Social Media, e offendo ai miei clienti le tecniche e strategie apprese per raggiungere i loro obiettivi.

Durante gli anni ho appreso molte strategie e tecniche grazie alla mia predisposizione nel trovare sempre nuove soluzioni creative.

Quello che mi ha aiutato molto è stata la passione nel mio lavoro e di essere sempre aggiornato sulle ultime novità in campo digital e social. Ogni giorno infatti dedico sempre diverse ore nel tenermi aggiornato su diverse tematiche grazie blog, soprattutto stranieri, magazine specializzati o video case history di grandi agenzie.

IO: la tua risposta sottolinea quello che da diverso tempo professiamo su questo blog: l’importanza di avere una buona strategia, delineata a partire dagli obiettivi. Oggi credo che la tua figura sia di fondamentale importanza, in quanto determina il passaggio da una gestione amatoriale del brand online e offline, a una strutturata, misurabile e pertinente.

2. Grazie alle tue competenze, quali obiettivi potrebbe raggiungere un brand oggi?

Un’azienda o agenzia che decidesse di affidarsi a me avrebbe sicuramente un professionista in grado di poter offrire la propria visione creativa e strategica con lo scopo di raggiungere diversi obiettivi, da un’ottimizzazione della propria presenza social e digital alla creatività e strategia per un progetto di comunicazione integrato.

Se un Brand oggi volesse esplorare nuove soluzioni creative, canali di comunicazione innovativi e diversi dai soliti cinque o sei, il consulente giusto sarei io.

IO: il problema, molto spesso, è che soprattutto le PMI non sono a conoscenza di figure come la tua o come la mia, tant’è che fanno fatica anche a riconoscere l’importanza delle nostre competenze. Sta a noi formare gli imprenditori, dimostrando, dati alla mano, che è possibile raggiungere obiettivi importanti.

3. Credi che un Community Manager e un Creative Strategist siano indispensabili l’uno per l’altro per come è messo oggi il social web?

Le due figure professionali sono totalmente diverse tra loro. La prima dedicata alla creazione e gestione di una community e la seconda sulla creazione di idee e strategie.

Sono sicuro che in un progetto social o progetto in cui la community è parte di una strategia le due professionalità non possono mancare e sono sinergiche tra loro.

IO: sono d’accordo con te su quest’ultimo punto. Soprattuto nella creazione creativa delle strategie e dei contenuti, la figura dello Strategist e del Community Manager dovrebbero andare a braccetto. Abbiamo competenze che si integrano e che, se ben sviluppate, possono davvero dar vita a progetti interessanti per i brand.

4. Perché un’azienda dovrebbe scegliere te e non un altro professionista? Cosa puoi offrire tu che nessun altro potrà offrire.

Spesso mi sono trovato anche io in situazioni in cui scegliere collaboratori tra diversi professionisti.

La mia scelta si basa sempre sulla professionalità, competente e opportunità. Le competenze e professionalità le puoi apprendere con i lavori del professionista e cercando feedback o addirittura chiamando i clienti per avere un feedback alla fonte. Le opportunità invece le scopri grazie alla rete in comune di contatti, progetti personali, passioni in comune.

Detto questo io credo di essere un consulente capace di offrire oltre la mia esperienza e visione, molteplici opportunità progettuali e una rete di freelance capace di seguire progetti complessi con dinamicità e semplicità.

IO: una cosa non di poco conto quest’ultima. So quanto è difficile trovare professionisti freelance preparati che possano fare la differenza sia in termini creativi che di produzione. La tua rete rappresenta, senza dubbio, una risorsa che i brand interessati potrebbero sfruttare per raggiungere obiettivi interessanti.

5. Fatto 100 il budget che un brand decide di investire nelle attività di marketing online, quanto dovrebbe essere destinato alle tue attività per raggiungere qualche risultato concreto?

Dipende molto dagli obiettivi che un brand decide di voler ottenere. Quello che suggerisco sempre è di allocare il budget rispetto agli obiettivi che si vuole raggiungere, sembra banale, ma in molti si dimenticano di questa semplice equazione.

Oggi, soprattutto in Italia, è molto difficile farsi pagare per la propria creatività, in altri paesi invece è molto riconosciuta perché senza un’idea creativa e una strategia efficace, il tuo progetto di comunicazione sarà debole. Mi è capitato di venir a conoscenza di progetti in cui è costata più l’idea creativa che l’esecuzione. Altri invece il contrario.

IO: ecco, hai toccato un punto molto delicato. Le idee, quelle potenti ed efficaci, costano eccome. Credo che la strategia rappresenti il 60% del valore di un progetto, il resto invece è esecuzione, gestione e misurazione.

6. 3 consigli pratici per chi è alle prime armi e vuole diventare un Creative Strategist come te.

1. Guarda oltre: per qualsiasi progetto dobbiamo essere in grado di guardare oltre il nostro perimetro d’azione. Questo vuole dire anche cercare di conoscere le persone, capire quello che pensano di un determinato argomento e trovare la chiave giusta per comunicare con loro. Non fermiamoci solo a statiche o analisi, ma ogni tanto proviamo anche a stare in mezzo alle persone.

2. Aggiornarti: essere presenti e sul pezzo, come spesso si dice, ti offre la possibilità di essere sempre un passo avanti agli altri e di essere continuamente stimolato a livello creativo. La conoscenza è vitale, aggiornarsi è la regola.

3. Sperimenta: uno degli aspetti che mi caratterizzano è la voglia di sperimentare nuove soluzioni creative, ho iniziato sul mio Personal Branding e poi ho provato su altri brand per intercettarli o semplicemente fare dei test.  La voglia di sperimentare permette di mettere subito in pratica alcune nozioni strategico creativo e di non rimanere solo al livello teorico.

IO: i miei consigli invece puoi trovarli nel dibattito che ho tenuto nei giorni scorsi con Riccardo Esposito, lo trovi qui.

Grazie Giuliano per il bel confronto!

Photo credits.

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