Copywriting community management

Copywriting e community management: 5 domande a Valentina Falcinelli

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Una delle principali attività di noi community manager riguarda la produzione di contenuti per i social media.

Buona parte di questi contenuti sono testi che accompagnano materiali di varia natura, come video, grafiche, gif, ecc. È molto importante quindi che chi fa il nostro lavoro sia in grado di impostare in modo adeguato, per ogni brand, un certo tipo di linguaggio e di tono di voce dai quali sviluppare contenuti sempre nuovi e accattivanti.

In giro per l’Italia ci sono tanti esperti in copywriting, e uno di questi è certamente Valentina Falcinelli. Ho deciso di intervistarla per “strapparle” qualche consiglio per i nostri lettori.

Valentina è direttore creativo di Pennamontata, consulente e formatrice, si occupa di content marketing, content design e scrittura in tutte le salse. Lavora con grandi e piccoli brand per aiutarli a trovare la propria personalità attraverso le parole. Di sé dice: “So scrivere senza guardare la tastiera, ma non so guardare la tastiera senza scrivere”.

Lascio a lei la parola.

1. Raccontaci come si sono evolute o adattate le attività di copywriting nel contesto web e social

Anche grazie agli ultimi algoritmi di Google, che hanno fatto luce (finalmente!) sull’importanza di redigere testi per le persone, siamo ritornati a scrivere bene. Bene, ovvero come bisognerebbe fare. Sempre.

Abbiamo abbandonato un tipo di scrittura forzata e meccanica, piena zeppa di parole chiave. Abbiamo abbracciato quello da cui non avremmo mai dovuto distaccarci: il buon senso. Finalmente siamo tornati a leggere testi piacevoli, utili, di valore. Non sempre, ma con più frequenza di prima.

Oggi un copywriter specializzato in scrittura per il web si trova però a dover competere con una mole impressionante di contenuti testuali – praticamente tutte le aziende hanno un blog. La sfida è diventata superare ogni giorno sé stessi. Studiare, trovare soluzioni chiare e al contempo creative. Stupire, il cliente e i suoi clienti.

Ma non è tutto.

Il mondo digital è un po’ come il mercurio del termometro. Sembra compatto, coeso ma basta far cadere il termometro a terra che – track! – il mercurio si divide in piccolissime sfere. I testi sono così. Sono piccolissime sfere che, assieme, compongono la comunicazione digitale del brand. Non bisogna tralasciarne nessuna, bisogna acchiapparle tutte.

Bisogna curare ogni micro copy possibile e immaginabile: la bio sui social, il testo sulle cover, le didascalie delle immagini nel blog, le email di processo, la pagina 404 e chi più ne ha più ne metta. E bisogna anche scegliere il giusto canale da presidiare.

Ormai ci sono tante strade possibili da perseguire: canali visual come Instagram e Pinterest, varie soluzioni per le strategie di blogging e micro blogging. Un bravo copywriter deve avere anche intuito e, prima della scrittura, deve pensare alla strategia.

Ed ecco quindi la duplicità dell’evoluzione del copywriting. Da un lato c’è il costante superamento del noto; dall’altro la necessità di non tralasciare nulla e di essere strateghi in ciò che si fa.

2. All’interno delle attività di community management, che importanza ha il copywriting? 

L’anima di ogni community sono le comunicazioni. Non esiste comunità senza messaggi. In tal senso, è ovvio: il copywriting è fondamentale.

È fondamentale per far passare i valori della community ai suoi membri, per divulgare senza rischio di fraintendimento delle comunicazioni cruciali, per tener su il morale, per aggregare…

3. Quali sono gli step da seguire per impostare un tono di voce di un brand sui social media? 

Prima di tutto occorre conoscere il posizionamento del brand. Chi è? A chi comunica? Qual è il target più interessante ai fini di marketing?

Dopodiché si procede con lo stilare una sorta di mappa con le personas di riferimento, i valori del brand, i tratti distintivi della sua personalità. Sì, perché se continuiamo a vedere l’azienda come una macchina da vendita, sbaglieremo tutto. Sbaglieremo ad abitare i social, scambiandoli per fiere di settore o cartelloni pubblicitari; sbaglieremo i messaggi, il linguaggio, le parole. Topperemo alla grande.

L’azienda, infatti, deve esser vista come una persona. E, come ogni persona, anche il brand ha la sua personalità: ironica, amichevole, autorevole…

Una volta preparata una piccola road map da sottoporre al cliente per esser certi di aver imboccato la giusta strada, procediamo col pensare a qualche situazione tipo. Iniziamo col sottoporre al cliente un primo PED (piano editoriale) mensile. A questo, aggiungiamo esempi di risposta a possibili commenti, positivi e negativi.

Queste micro comunicazioni, una dopo l’altra, sono le perle che compongono il tone of voice sui social. Ogni perla deve splendere allo stesso modo: la collana deve essere composta da pietre uguali, stesso diametro, stessa lucentezza.

Avere un ToV coerente, a se stesso e all’immagine del brand, è fondamentale.

4. Quali sono secondo te i tool e le app indispensabili per il tuo lavoro?

Ecco la mia tripletta:

  • Trello: indispensabile per la creazione del PED mensile e per archiviare con ordine link interessanti. 
  • Asana: per coordinare il lavoro di gruppo e i compiti giornalieri, miei e dei collaboratori.
  • Feedly: il mio compagno di letture. Un feed reader a cui non potrei mai, mai, mai dire di no.

In aggiunta a questi, eccone altri: Compressor.io, per comprimere le immagini da pubblicare sul blog; l’app Inserzioni di Facebook, installata da poco e già amatissima; gli strumenti di Google, come Google Calendar, per tenere sempre sott’occhio tutti i miei impegni, professionali e non; Google Drive e Docs, per condividere documenti di lavoro e file di testo in tempo reale, sempre nell’ottica della collaborazione. 

5. 3 consigli per i community manager che vogliono sviluppare contenuti efficaci per i canali social

  1. Siate brevi. Allenate la vostra capacità di scrittura sintetica.
  2. Divertitevi. Solo vivendo tutti i giorni del PED come piccole sfide creative, riuscirete a tirar fuori qualcosa di unico. Ogni messaggio è la vostra occasione per giocare, divertirvi, osare. Ballare come se nessuno vi stesse guardando – ricordandovi però che qualcuno potrebbe entrare da un momento all’altro, ecco.
  3. Studiate quello che fanno i competitor. Prendete quello che fanno bene e fatelo meglio.

Grazie mille, Valentina, per questa interessante intervista.

Photo credits.

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