Azienda Community Manager

Perché pagare un Community Manager per gestire il social media marketing di un’azienda?

597 Flares 597 Flares ×

Perché il tempo è denaro 

Questa frase da sola potrebbe bastare. Vedrai che tutto ruota attorno al tempo: come ottimizzarlo e dove investirlo.

Ogni business ha una sua nicchia all’interno della social sfera. Sia essa un piccola boutique di cupcake che posta le sue creazioni su Pinterest o un giornale indipendente che sgomita su Twitter per trovare il suo spazio.

Certo, c’è posto per tutti, però un conto è aprire la pagina Facebook del bar dove lavori e postare le foto delle brioche e dei cappuccini, e un conto è creare un luogo di conversazione con la community che aiuti a diventare rilevante per loro e per altri clienti potenziali.

Molti imprenditori decidono di improvvisarsi Community Manager oppure chiedono in prestito a qualche loro amico/parente “smanettone” un po’ del loro tempo per gestire la loro presenza sui canali social. Dopo poco questo modello cade in frantumi per mancanza di tempo, strategia, capacità e professionalità.

Molte volte mi sento dire: “Perché dovrei pagare qualcuno per gestire la mia presenza social?”

Perché la conversazione è un nuovo modello di comunicazione che si è imposto negli ultimi anni e sta progressivamente modificando il modo in cui le persone e le aziende comunicano. Gestire la conversazione per promuovere un business è un investimento a medio lungo termine, che richiede coerenza, costanza, professionalità e trasparenza. Non voglio dilungarmi in troppe considerazioni teoriche, ci sarà tempo anche per questo in futuro. Cerchiamo di rispondere in modo pratico ad una domanda pratica.

Ecco cinque ragioni per cui un’azienda dovrebbe assumere una persona che gestisca la sua presenza online.

1. Le cose cambiano… velocemente

Facebook ha cambiato il suo algoritmo?—?ossia il modo in cui decide cosa e quanto far vedere, a chi?—?5 volte negli ultimi 2 anni. Vuol dire che circa ogni 3 mesi è stato necessario rivedere la strategia social per mantenerne l’efficacia. Nel 2011 il 50% degli utenti ha dichiarato di non riuscire a star dietro alle continue evoluzioni della privacy di Facebook. Questo si aggiunge alle costanti modifiche all’advertsigin, all’architettura, alle funzioni, ecc. E questo è solo un canale! Poi c’è Twitter, Pinterest, Foursquare, il website, G+, Instagram, che insieme compongono un ecosistema complesso da integrare affinché possa creare sinergia.

Insomma, le piattaforme, gli strumenti, i comportamenti delle persone cambiano molto velocemente e spesse volte senza nessun preavviso. È praticamente impossibile starci dietro.

Per questo è necessario avere un esperto che con dedizione sia in grado di intercettare questi cambiamenti e sfruttarli a vantaggio del business. 

2. Il Community Manager è dedicato ad espandere il brand online

Il Community Manager o, più in generale, il Social Media Manager sarà la persona che coltiva le relazioni con follower e influencer, attuali o potenziali. È il “cheerleader” del brand, qualcuno in grado di capire gli altri?—?grazie ad un lavoro di analisi e monitoraggio delle conversazioni?—?e di farli appassionare al brand.

Per questo è importante avere una persona in grado di vedere le cose obiettivamente e parlare in modo appassionato ma distaccato ed efficace.

3. Il Community Manager è la persona che risponde e coinvolge gli utenti?—?rendendoli felici

Circa l’80–90% dei post sulle pagine business di Facebook non trova risposta. Le persone invece cercano proprio questo: una risposta, essere riconosciute e appartenere a qualcosa.

Per questo è importante costruire una relazione con le persone e investire tempo su di loro e le loro esigenze, triangolando le richieste proveniente dalla community con i responsabili del business in grado di assolverle. 

4. Il Community Manager ha il tempo per ragionare, riflettere, elaborare e implementare

Il CM crea nuovi ed interessanti contenuti in grado di stimolare le interazioni. Per raggiungere un buon risultato però ci vuole tempo. Si deve sperimentare, fallire, riprovare, fare ricerca per capire cosa fanno i competitor, cosa fanno i grandi brand, cosa succede in mercati diversi da quello di appartenenza, ecc.

Per questo è fondamentale avere un professionista che sappia come tenersi aggiornato, che intercetti i trend, sfrutti le peculiarità dei canali ed elabori i contenuti tenendo in considerazioni aspetti estetici, tecnologici e sociali.

5. Il Community Manager permette all’imprenditore di fare l’imprenditore, ossia gestire il business!

Parliamo di imprenditore perché magari pensiamo alle PMI, però il concetto è chiaro: ognuno ha un ruolo all’interno di un’azienda, piccola o grande che sia. Quindi è necessario che ogni expertise sia investita nell’attività più consona affinché ci sia il più grande ritorno possibile.

Fidati che ci vuole un attimo per trovarsi bloccati 3 ore su Pinterest a trovare l’ispirazione più adatta ad un contenuto… mentre quelle 3 ore sarebbero meglio spese a finalizzare l’entrata merci nel gestionale o a pensare a nuove promozioni per svuotare i residui di magazzino.

Per questo serve una persona che non abbia altri impegni. Una persona la cui priorità sia raggiungere i migliori obiettivi di comunicazione online per un brand.

Tu cosa ne pensi? Hai qualche altro buon motivo da aggiungere? Scrivilo nei commenti!

Photo credits.

597 Flares Twitter 0 Facebook 460 Google+ 0 Pin It Share 5 LinkedIn 97 Buffer 35 597 Flares ×

Related Posts

20 comments

  1. Domenico Armatore
    Domenico Armatore
    Author

    È un bene per noi Community Manager, non trovi Luca? Una delle nostre missioni è certamente quella di educare le aziende a comprendere l’importanza di una giusta gestione della reputazione online, che passa quindi anche per i canali social. È un lavoro complicato però ci tocca farlo :)

  2. Teresa Leone

    6. Il Community Manager ha capacità progettuali.
    Non serve scrivere un post al giorno o cinguettare allegramente ogni tanto. Il CM programma il contenuto, secondo logiche e tempistiche ben studiate, scegliendo così: quando scrivere, cosa scrivere, come scrivere e quale immagine usare.

    Ogni post o immagine, deve far parte di un discorso logico che si sviluppa nel tempo, che manda un messaggio preciso e crea l’identità dell’azienda nello spazio virtuale. Postare in modo compulsivo, crea solo confusione nel lettore che si trova dall’altra parte dello schermo.

    Il CM grazie ad un Cronoprogramma ha ben chiara la strategia da adottare.

    7. Il Community Manager ha la conoscenza tecnica per leggere i dati che spesso si trovano nel backstage delle pagine di Fb, Twitter, Google Analytics etc etc…

    Spesso, quasi sempre, il dietro le quinte dei canali social è ignorato dai “cugini” che si improvvisano CM

  3. Pingback: Perché pagare un Community Manager per g...

  4. 8. Il CM deve saper interpretare il flusso continuo di news/feed e cavalcarlo di volta in volta trovando l’espressione più adeguata e rimanendo nelle direttive aziendali costruendo così una “coscienza allargata” del brand rispetto alla realtà di tutti i giorni e alle innumerevoli occasioni di discussione e di confronto che si vengono a creare.

  5. Teresa Leone

    Grazie Domenico!
    Il tuo articolo (purtroppo), descrive bene le difficoltà che un CM incontra tutti i giorni. Lo trovato molto interessante. Spiegare che non basta postare gattini per sentirsi esperti social è un’impresa ardua; un po’ come combattere contro i mulini a vento; un Don Chiscotte social

  6. Teresa Leone

    p.s. = un CM dovrebbe anche saper scrivere bene in italiano, non come me :-). Correggo: ” l’ho trovato molto interessante”. Sorry!

  7. 9. Perché l’imprenditore è troppo innamorato del proprio brand e oltre risultare troppo autoreferenziale e annoiare i propri follower, non sa accettarne le critiche e reagisce in maniera sbagliata e spesso aggressiva.
    Ma del resto chi riesce a essere oggettivo quando si tratta dei propri figli? :)

    • Domenico Armatore
      Domenico Armatore
      Author

      Bisogna educarli anche in questo, Fabio. Fa parte del nostro lavoro gestire (e far accettare) le critiche.

  8. Pingback: Brand e social media marketing: 4 consigli dati dall'Irlanda

  9. Pingback: Brand e social media marketing: 4 consigli dati dall'Irlanda

  10. Marino

    Complimenti Domenico, splendido articolo.
    Condivido che bisogna lavorare molto sulle aziende, in particolare quelle della mia zona che sono lontane anni luce da quello che tu hai scritto.
    Anzi rettifico, bisogna educarle, è il passo più grande da fare.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *